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Premessa
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Una comunicazione graduale
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I problemi più sentiti
Premessa
Questa pagina
non intende fornire una copertura esauriente dell'argomento. Si
tratta di una materia così ampia che è quasi impossibile riassumerla
in maniera concisa. Il dibattito basato sulla segretezza da una
parte e la comunicazione della verità dall'altra viene espresso
ampiamente negli articoli apparsi nelle
riviste ALIAS del gruppo di supporto inglese che si basano sulle
storie personali delle pazienti.
Quello che è
certo è che dover accettare una condizione come la sindrome di
Morris rappresenta una grande sfida, una di quelle che ci rendono
persone più forti e più evolute. Dopo tutto, la maggior
parte della gente non deve considerare nella propria vita questioni
così profonde e fondamentali sulla vera natura del proprio essere.
Alcuni medici e genitori assumono un atteggiamento
paternalistico e conservatore e, nel tentativo fuorviante di evitare
il conflitto interiore della paziente, nascondono le informazioni
sulle gonadi e sugli aspetti genetici. Tuttavia la maggior parte dei
medici professionisti consigliano oggi di dire la verità e di
fornire un supporto psicologico. Altrimenti, i pazienti potrebbero
ricercare le informazioni sulla loro diagnosi nelle biblioteche o su
Internet e portare questo fardello da sole e nel silenzio. Molte di
loro manterranno le mezze verità imbarazzanti oppure giungeranno a
conclusioni errate (es: gonadectomia = cancro).
Se i bisogni e le inquietudini dei genitori vengono affrontati fin
dall'inizio (attraverso il supporto/consulto psicologico fornito da
personale qualificato), sarà più semplice per loro essere di
supporto ai loro figli. Ognuno si sentirà meglio se non verranno
mantenuti tabù sull'argomento. Parlare per esprimere la propria
sofferenza è terapeutico, in quanto permette ai sentimenti di
esprimersi e di risolversi. Nascondere i problemi sotto il tappeto,
significa rimandare i problemi psicologici a più avanti nel tempo. È
importante che i genitori incoraggino il dialogo con i loro figli e
ricerchino attivamente le informazioni per loro. Sfortunatamente,
per alcuni genitori è più importante tenere segreta questa
condizione anziché cercare di conoscere i bisogni affettivi e gli
interventi chirurgici appropriati di cui i loro figli hanno bisogno.
Questa è una perdita di energia mentale ed emotiva che potrebbe
essere investita per fornire un aiuto ai propri figli ad accettare
la verità.
Devono essere considerati i diritti della paziente a dare un senso
alla propria condizione attraverso una diagnosi e la ricerca di un
gruppo di supporto. L'incontro con altre persone con la stessa
condizione è di importanza vitale ed è probabilmente la più utile
delle terapie. I medici hanno forse sopravvalutato l'entità del
dolore causato dalla conoscenza dei dettagli genetici e genitali
nelle donne con AIS. Le pazienti adulte ci dicono che nel tempo, i
loro cromosomi XY e i loro testicoli non avrebbero alcuna importanza
per loro, se non fosse per l'isolamento, il senso di stranezza e il
marchio che sono il risultato dell'apparente inaccettabilità del
loro stato biologico agli occhi della società, dal momento che hanno
un'identità di donne normali. Una persona CAIS è fisicamente una
donna e i problemi di identità sessuale determinati dagli aspetti
biologici della condizione sono improbabili. Nel caso di CAIS, le
tendenze all'eterosessualità, all'omosessualità o alla bisessualità
non sembrano essere diverse dalle altre donne in generale.
Tuttavia,
l'eccessiva enfasi sulla femminilità della paziente CAIS, unita alla
mancata esplorazione delle reali deficienze della propria
femminilità (assenza di organi femminili interni, dei peli pubici e
delle mestruazioni e possibilità di una vagina più corta) da parte
di dottori/genitori, trasmetteranno una tensione e un malessere
considerevoli. La preparazione della giovane paziente in vista delle
relazioni personali intime nella vita adulta dovrebbe essere una
priorità, in quanto le pazienti potrebbero essere tentate di
allontanare la propria attenzione dai problemi di natura sessuale,
per indirizzarla verso altri obiettivi in sostituzione.

Una comunicazione graduale
Il dott. Richard
Stanhope (Endocrinologo pediatrico presso l'Institute of Child
Health di Londra) ritiene che alle bambine con AIS (rispetto alle
pazienti adulte) sia necessario all'inizio comunicare delle verità
parziali - dicendo le cose che la bimba è in grado di comprendere,
senza però dire mai bugie. Per esempio, potrebbe essere opportuno
fornire una spiegazione sul perché ci siano delle cicatrici
sull'addome dovute a un'operazione di ernia oppure ad una
gonadectomia. Questo fatto potrebbe essere spiegato come
"un'operazione per verificare la presenza delle ovaie" specificando
inoltre che "quello è il motivo per cui è necessaria la
somministrazione degli estrogeni durante il periodo della pubertà".
Alle adolescenti invece raccomanda di comunicare presto l'eventuale
problema legato alla scarsa profondità - o all'assenza - della
vagina in modo che non cerchino di avere rapporti sessuali senza un
supporto terapeutico appropriato. A metà dell'adolescenza, afferma,
è possibile comunicare tutta la verità sulla condizione, comprese le
informazioni sui cromosomi. Dopo avere parlato con molte donne
adulte con AIS, non ha nessun dubbio sul fatto che la diagnosi debba
essere rivelata completamente, ma non è sicuro sull'età più
appropriata per fare questo. In base alla sua esperienza, le ragazze
a metà del periodo dell'adolescenza riescono ad accettare una simile
diagnosi molto bene. Sul fatto che la diagnosi debba essere spiegata
alla paziente da un endocrinologo, in presenza o meno dei genitori,
e con la presenza di un psicologo esperto, è un po' incerto.
Tuttavia, insiste sul fatto che alla ragazza venga spiegata la
verità nell'età ragionevolmente più adatta.

I problemi più sentiti
Una donna adulta con AIS, partecipando ad una conferenza di
endocrinologia nel 1996, concludeva il suo intervento così:
Nel corso
degli ultimi tre anni, sempre più donne adulte con AIS sono entrate
in contatto con il Gruppo di supporto e il fatto molto interessante
è che in realtà non parlano affatto dei loro
cromosomi XY e dei loro
testicoli, o in generale della loro sterilità (in altre parole, di
quegli argomenti sui quali medici e genitori sembrano concentrare i
loro pensieri e le loro preoccupazioni). I veri problemi, perlomeno
per quanto riguarda le pazienti con CAIS, sembrano essere invece
a) la mancanza di supporto, di informazioni e di intervento
terapeutico, dovuto alla segretezza, b) l'assenza di peli
pubici e di mestruazioni considerati un rito di passaggio (e causa
di emarginazione durante la pubertà), c) ipoplasia vaginale
in alcuni casi, e d) l'essere mostrati come "scherzi della
natura" di fronte a studenti di medicina o doversi sottoporre a
fotografie mediche (in altre parole, tutte quelle cose che medici e
genitori evitano di riconoscere come aspetti traumatici).
Potreste pensare che la mia esperienza rifletta semplicemente la
pratica medica della generazione precedente, ma anche i nostri
membri più giovani ci parlano di isolamento e vergogna, del senso di
essersi persi il periodo dell'adolescenza, di sentirsi alieni al di
fuori della società delle persone normali, di soffrire di una
condizione la cui propria esistenza è negata, che è quindi
'invisibile' e alla quale non è possibile attribuire alcun
significato o validità.

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